Ho modificato la storia di Biancaneve mantenendo, però,
tutte le sue caratteristiche: protagonista, antagonista, dono magico,
eroe...
Ed ecco per voi:
Barbie Biancaneve
-Miei cari bambini, oggi voglio raccontarvi una storia.
-I tre porcellini?
-Noooo, troppo vecchia!
-Riccioli d’oro?
-Nooo troppo noiosa!
-Pollicino?
-Nooo troppo violenta!
-Oggi
vi parlerò di Barbie Bianca, soprannominata dagli amici “Biancaneve”
per la candida pelle del suo dolce visetto incorniciato da lunghi e
soffici capelli biondi.
Biancaneve era una fanciulla slanciata e
snella, dalle lunghe gambe affusolate che ben si reggevano su tacchi
alti e sottili come punte di spillo.
Barbie Bianca indossava molto
spesso abiti sontuosi per le feste di gala a cui partecipava sovente
visto che, figlia del re di Naturopoli, viveva fra gli agi e i
divertimenti di corte.
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Barbie di Chiara |
La principessa, in ogni caso, non disdegnava
pantaloncini e magliette a giro vita per le sue scampagnate o le innumerevoli passeggiate oltre le mura del castello.
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Barbie di Martina |
La
giovane amava profondamente la natura, la rispettava e chiedeva che
tutti si comportassero come lei affinchè Naturopoli si mantenesse pulita e
bella.
I giorni scorrevano sereni, l’uno dopo l’altro: Barbie
Bianca passeggiava felice nel bosco giocando con i raggi del sole che
occhieggiavano fra un ramo di quercia e uno di frassino.
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immagine da google |
Gli uccelli
l’accompagnavano con il loro allegro cinguettio.
Princip, il più
grazioso fra tutti, se ne stava spensierato sulla sua spalla e si
lasciava portare di qua e di là fra sentieri ombreggiati.
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immagine da google |
I fiori
sbocciavano ad ogni passo della fanciulla, allegri saltellavano i leprotti,
annunciando agli altri animali del bosco la presenza della splendida
Biancaneve.
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immagine da google
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E così, giorno dopo giorno.
Tutto era molto bello, ma spesso ciò che più piace, ciò che appaga il cuore, ciò che porta immensa felicità ha breve durata.
Un terribile, un nefasto, un pessimo giorno Barbie incontrò lungo il suo cammino la perfida strega Nera.
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immagine da google |
Nera
celava il suo volto con un lugubre manto oscuro che agitava ad ogni
passo bruciando la tenera erba, mentre i rami, ormai secchi, lasciavano cadere
al suolo petali rosa e pallidi germogli. Tutto al suo passaggio moriva,
tutto diveniva freddo e tetro, ovunque essa fosse regnava il gelo.
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immagine da google |
Barbie
Bianca, nascosta fra gli anfratti di una roccia, doveva pensare
velocemente al da farsi. Ricordò che nel bosco, in una minuscola
casa, vivevano sette nanetti furbi, simpatici, gran lavoratori.....
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immagine da google
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...ma
soprattutto dotati di un eccezionale dono: "il potere dell’annullamento"
racchiuso nella macchina da essi stessi congegnata.
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immagine da google |
La
principessa, dunque, chiamò a sé Princip e lo pregò di volare
velocemente dai nanetti per avvisarli del grave danno ecologico per mano di Nera.
I sette, armati di coraggio e abilità, si precipitarono nel luogo del disastro guidati dal
valoroso Princip che, per compiere la sua missione, aveva rischiato, senza
alcun ripensamento, di finire nelle sgrinfie della malvagia strega.
Non ci
volle molto per sconfiggere la perfida: il gran sacco aspiratore
dell'annullamento risucchiò il gelo, la cattiveria e l’aridità di Nera
che immantinente fu pietrificata.
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immagine da google |
Per rimediare a tutta quella
distruzione i sette grandi nanetti azionarono, poi, la macchina Spara
Natura e così nuovi fiori sbocciarono su una fresca e ancor più tenera
erba, gli alberi ritrovarono l’antico vigore, mentre i loro rami, piano piano, si
ricoprivano di verdi foglie e delicati germogli.
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immagine da google |
E così, in quel bosco
rinato che profumava di resina e terra umida, nacque l’amore: Princip,
l’uccellino più coraggioso e, ripetiamolo pure, più carino, posatosi,
piano al suolo con il suo leggero vibrare di ali, si trasformò in un
baldo giovane che, presa tra le braccia Barbie Biancaneve, le giurò
eterno amore!
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immagine da google |
Noooo, il castello non era abbastanza ecologico, i
due innamorati scelsero la grande casa Mela, posta lì, ai piedi di una
secolare quercia che, con i suoi maestosi rami, donava loro una fresca, magica ombra.
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immagine da google |
Anna